Aspettando il Dì del Ghezz 60/La pasta delle Ferrovie e il Ghezzi

//Aspettando il Dì del Ghezz 60/La pasta delle Ferrovie e il Ghezzi

Aspettando il Dì del Ghezz 60/La pasta delle Ferrovie e il Ghezzi

Il 20-22 maggio si celebra un anniversario importante per il Chicken Rugby. Il Dì del Ghezz 60 celebrerà infatti i 60 anni della fondazione del Chicken Rugby, il club nato dalla volontà di Cesare Ghezzi (scopri di più su Wikipedia) di educare i suoi figli, i loro amici e i ragazzi milanesi con i valori della palla ovale. Da oggi fino alla festa, ricorderemo la figura del Ghezzi attraverso il ricordo dei suoi (ex) ragazzi per far capire ai polletti di oggi qual è lo spirito fondante della nostra società. Efferreà!
(p.s. grazie a Luca e Luigi Fazzo e al “Chicken born” Roberto Mariani per aver condiviso i loro ricordi)

Sarà stato il ’61, credo. Grenoble: 64 Squadre a gruppi di 8. Passano le prime due agli ottavi e da lì eliminazione diretta. TGV prenotato a/r. Ci riscaldiamo in pochi minuti e si comincia. Vinciamo facile le prime 7. Tanto per spiegare chi siamo, alla squadra del Lycèe Lamure, che arriva seconda del nostro girone, ne rifiliamo 3 a cocò. Provocano alla rissa ma non ci caschiamo. Ottavi contro Champoleon III. Facile. Ai quarti Champoleon II. Battuti. Semifinale: Champoleon I. Sono tosti. Meta loro e, subito, meta noi. Ancora loro e replica immediata nostra. Ancora loro. Ancora noi. Si torna a metà campo senza esultare, in silenzio. L’arbitro è francese. Fischia un fallo a gioco fermo contro di noi. Sbalorditi ci guardiamo l’un l’altro senza capire. Tre fischi ed è finita. Passa Champoleon per differenza calci di punizione. Uno, quello! Il Ghezzi guarda l’orologio. Facciamo in tempo a prendere il TGV del ritorno se non ci cambiamo. Non c’è tempo per giocarci il terzo posto e di corsa in stazione, ancora sbalorditi per come siamo stati fregati. Ma il Vecchio sapeva misurare il peso delle cose. Non l’ho mai visto così raggiante. Sul treno che ci riportava a casa ci ospitò a sue spese al ristorante, dove cenammo con un’indimenticabile rigatoni al sugo acido da torcere lo stomaco. Ci volle del tempo per sapere chi avesse vinto la finale. Lycèe Lamure. Più di 50 anni non sono bastati a farmi passare l’acidità. La pasta delle Ferrovie doveva averla preparata un arbitro francese.

ROBERTO MARIANI

 

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La classe del Ghezzi

By | 2016-04-28T13:21:43+00:00 aprile 28th, 2016|Senza categoria|1 Comment

One Comment

  1. pierangelo turroni 19 Maggio 2016 at 19:03 - Reply

    Vienna, 198? chi si ricorda l’anno esatto ?
    Partenza per Vienna per un doppio confronto con squadra austriaca, pochi giorni dopo Pasqua, una passeggiata dice il Ghezzi, in verità una cinquantina di inglesi colà residenti avevano messo in piedi una squadra…..ed il pallone non lo vedemmo se non a centrocampo, ogni volta dopo una meta. Gruppo ricco, con accompagnatori ed accompagnatrici, di tutte le età, compresa l’Ada e la mamma di Pinuccio. Treno, anzi carrozza letto per 60 persone ! All’arrivo dislocati in due alberghi diversi a poca distanza l’uno dall’altro, dopo poco più di un’ora dall’arrivo il proprietario del primo chiama Ghezzi per comunicare l’espulsione del gruppo locato presso il suo Hotel, troppo casino (vero Pierangelo Scarioni tu eri anche se appena entrato nel gruppo, il capobanda del gruppo, ed avevi capito lo……………spirito del Chicken), Domenica libera, si fa per dire, con Ghezzi che aveva l’indirizzo di un buon ristorante Viennese e…non conoscendo la lingua tedesca, saliva sui tram e mostrava il foglietto con l’nidirizzo del ristorante, al NEIN del conducente, si scendeva alla fermata dopo e attenti a non prendere lo stesso numero di linea si saliva con lo stesso rituale in attesa del ja, così per sei sette volte, faticosamente soprattutto per la moglie del Ghezzi e la mamma di Pinuccio che esauste furono riportate in albergo dal Ghezzi che disse in milanese adess porti indrèe i cavret e ti raggiungo.
    Insomma un gran divertimento,di questo viaggio a Vienna potrei scrivere un libro, per finire vi racconto che il Ghezzi ai primi strani movimenti la notte sul treno, si mise nel corridoio ed estraendo dalla borsa un gessetto che chissà perchè aveva portato con lui, tracciò nel corridoio un linea orizzontale e disse in milanese,” adesso chi passa questa linea scende dal treno alla prossima stazione !!!!”
    Grande Ghezzi
    p.t.

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