Aspettando il Dì del Ghezz 60/La classe del Ghezzi

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Aspettando il Dì del Ghezz 60/La classe del Ghezzi

Il 20-22 maggio si celebra un anniversario importante per il Chicken Rugby. Il Dì del Ghezz 60 celebrerà infatti i 60 anni della fondazione del Chicken Rugby, il club nato dalla volontà di Cesare Ghezzi (scopri di più su Wikipedia) di educare i suoi figli, i loro amici e i ragazzi milanesi con i valori della palla ovale. Da oggi fino alla festa, ricorderemo la figura del Ghezzi attraverso il ricordo dei suoi (ex) ragazzi per far capire ai polletti di oggi qual è lo spirito fondante della nostra società. Efferreà!
(p.s. grazie a Luca e Luigi Fazzo e al “Chicken born” Roberto Mariani per aver condiviso i loro ricordi)

Il Ghezzi aveva classe. La classe è una qualità indefinibile e inafferrabile: o ce l’hai, o non ce l’hai. E se ce l’hai, la conservi indipendentemente dal passare degli anni. Era esistito un tempo un Ghezzi col fisico asciutto, stando a quanto è documentato dalle foto della nazionale di rugby degli anni ’30. Il Ghezzi della storia del Chicken, quello rimasto negli occhi di chi l’ha conosciuto, aveva un girovita che lo faceva assomigliare ad un mappamondo sostenuto da due gambe brevi e due piedi corti. Vedendolo a tavola si capiva perché. Lui non diceva che aveva mangiato come un lupo, ma come un leone, perché era regale anche nelle metafore. Si capisce che quando la malattia lo costrinse a mettersi a regime per lui fu un lutto.

La classe però non la smarrì  mai. Se il Ghezzi, esasperato da un passaggio eseguito male, decideva di farti vedere il movimento giusto, faceva il pendolo con le braccia con una certa fatica, perché gli arti erano corti e la pancia quasi li sopravanzava; lo spostamento sulle gambe era appena avvertibile; eppure era del tutto evidente  che il movimento era esattamente quello – rapido, naturale, efficace – e il pallone sarebbe arrivato lì dove il Ghezzi voleva che arrivasse.

LUIGI FAZZO 

 

By | 2018-01-22T22:47:39+00:00 aprile 26th, 2016|Senza categoria|0 Comments

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