Chicken Under 14, gli spartani di Biella

//Chicken Under 14, gli spartani di Biella

Chicken Under 14, gli spartani di Biella

Tutti noi abbiamo studiato la storica battaglia delle Termopili, svoltasi nel 480 a.C., combattuta tra un’alleanza di città stato greche, guidate dal re di Sparta Leonida, e l’impero persiano governato da Serse. L’obiettivo dei Greci era bloccare l’avanzata dell’esercito persiano al passo delle Termopili. Leonida fece allontanare il grosso dell’esercito greco e rimase a guardia del passaggio, con poco più di un migliaio di uomini, tra cui i suoi 300 Spartani, di cui ancora oggi si ricorda l’atto eroico1. Ebbene, i Nani di Sem del Chicken Under 14, hanno vissuto le loro Termopili a Biella.

L’occasione è stata il 2° Torneo 4 Valli svoltosi nella suggestiva cornice delle alpi biellesi, di fronte all’Anfiteatro morenico di Ivrea, la più grande formazione del genere esistente in Europa. La struttura del Rugby Biella, incastonata in questo affascinante paesaggio, è di tutto rispetto. Un campo da rugby in sintetico, un’altro in erba, morbido e senza zone scoperte di terreno, un campo sintetico più piccolo sotto una tensostruttura e infine la club house in legno stile pub inglese. Nonostante la crisi degli ultimi anni che ha colpito anche questo territorio – quanti complessi industriali e commerciali abbiamo visto abbandonati arrivando al campo! – sembra che qui il rugby possa godere di buone risorse.

Il sole è stato presente, fin dal nostro arrivo, per tutto il giorno, battendo ininterrottamente sui campi da gioco e sul pubblico presente, per tutta la durata del torneo. Arriviamo a Biella contati. Tante sono le defezioni, ben 9 nani non ce la fanno ad aggregarsi alla squadra, tra loro giocatori di “peso” ed esperienza, buona parte del 2002. Partecipano al torneo nove squadre, scelte tra il meglio che offre il Nord Ovest rugbistico a livello U14. Oltre ai padroni di casa e a noi ci sono infatti Novara, Rivoli, San Donato Milanese, Settimo Milanese, Volpiano, Cus Torino e Velate, divisi in 3 gironi. A noi capitano il Novara e il Rivoli.

La prima partita ci vede opposti al Novara, squadra robusta e con senso dello spazio. Per tutta la partita riusciamo a giocarcela alla pari. Diverse volte i nostri trequarti tentano di affondare il colpo fatale, ma sono respinti dalla loro arcigna difesa. L’epilogo della partita a 5 minuti dal termine. Subiamo la meta e il calcio di trasformazione. Chicken 0 – Novara 7. Pronta però è la reazione dei nostri nani, che non mollano. Il tempo a disposizione è poco. Gli avanti premono con tutto il loro peso, nonostante una conclamata inferiorità di chili rispetto all’avversario. Riescono a recupera un pallone e a servire Zapata, che trova uno spazio lasciato libero dalla difesa avversaria e va in meta. Purtroppo non riesce a trovare i pali, sul relativo calcio di trasformazione, Chicken 5 – Novara 7. Ci proviamo fino all’ultimo minuto cercando di pressare il Novara nei suoi 22, ma sul triplice fischio dell’arbitro è il Novara che trova la meta. Risultato finale Chicken 5 – Novara 12.

La seconda partita è con il Rivoli. Qui, si gioca l’accesso alla finale per i posti dopo il podio, 4° 5° e 6°. Anche il Rivoli si dimostra una squadra con una buona fisicità, molti giocatori superano nelle dimensioni i nostri. Nonostante questo, andiamo in vantaggio noi con Zapata, che segna la meta e realizza il calcio. Chicken 7 – Rivoli 0. Il Rivoli non ci sta a perdere e comincia un assalto spietato. Questa volta siamo noi ad arretrare e a dover difendere la posizione. I nostri avanti vincono una mischia ordinata, Zapata riesce a trovare una crepa nelle maglie della difesa avversaria e segna la seconda meta e trasforma il calcio. Chicken 14 – Rivoli 0. Come una bestia ferita, il Rivoli reagisce conquista terreno, noi arretriamo e ci facciamo schiacciare. La difesa cerca di occupare gli spazi, ma veniamo trafitti lo stesso. Chicken 14 – Rivoli 5. Partita finita? Tutt’altro! I ragazzi del Rivoli vogliono vincere ed esercitano una pressione ancora più forte. Il finale della partita è da lacrime agli occhi. I nostri, come gli Spartani dell’inizio, si immolano sulla linea di meta. Per almeno tre lunghi minuti la nostra linea di meta si trasforma nel passo delle Termopili. I corpi da entrambe le parti spingono, cadono, vengono schiacciati, si rialzano e spingono di nuovo. In quella che sembra una macabra danza di combattimento. Il pallone sparisce dalla vista del pubblico e forse anche da quella dell’arbitro. C’è solo un ammasso di corpi in fermento. Ma questa volta ne usciamo vincitori. Chicken 14 – Rivoli 5.

Con questa vittoria giocheremo il girone finale per i posti dal 4° al 6°, che ci vedrà opposti al Volpiano e al Settimo Milanese. Ancora loro, la bestia nera e verde. Il sole continua a picchiare sulla testa dei ragazzi, forse l’organizzazione poteva fare di più da questo punto di vista. Al torneo d’Imperia, se non altro, erano stati montati dei gazebo, dove i giocatori avevano un po’ di ombra a disposizione. Degli avversari di giornata, il Volpiano è forse quello più simile a noi, in termini di fisicità. La partita comincia e dopo 4 minuti Zapata realizza la prima meta. Chicken 5 – Volpiano 0. Tocca al nostro “Caterpillar” Cisimo aprirsi, letteralmente un varco nella difesa del Volpiano e portandosi dietro qualche avversario, andare in meta. Chicken 10 – Volpiano 0. I ragazzi del Volpiano tentano di reagire, ma la nostra difesa ci mette il fisico e il cuore. Non si passa! E così a 5 minuti dal termine Zapata segna la terza meta del definitivo 15 a 0. Chicken 15 – Volpiano 0.

Ci giocheremo il 4° posto con il Settimo Milanese. Per la terza volta, in questo finale di stagione, ci scontreremo con loro. Di loro sappiamo già che sono più grossi di noi e bravi ad occupare gli spazi aprendo il gioco sulle fasce. La partita comincia ed è subito battaglia! I Nani di Sem vogliono la rivincita sulle precedenti due sconfitte. Dove non può il fisico o l’esperienza, arriva l’orgoglio ed il cuore. La partita è dura, sopratutto dopo una mattinata così intesa, sotto il sole e con solo 17 giocatori. I nostri nani resistono e insistono. Ma al sesto minuto, il Settimo riesce ad allargare il gioco sulle fasce e si invola in meta, realizzando anche il calcio. Chicken 0 – Settimo 7. Il resto della partita è una costante ricerca della meta del pareggio, da parte nostra. Con grande difficoltà però, riusciamo ad entrare nei 22 avversari. Alcuni dei nostri si sacrificano in gesti eroici, nel tentativo di fermare l’avanzata del Settimo. I nostri avanti placcano o ci provano chiunque capiti a tiro. “Magic” Pinna viene sostituito per un colpo a un orecchio. Anche Mele subisce un placcaggio ai limiti e forse oltre del regolamento, ma riesce a rialzarsi e continuare la partita. L’occasione del pareggio è nelle mani e nelle gambe di Dell’Elce. Come una ascia bipenne, affonda nella difesa del Settimo, si trascina dietro un paio di avversari, entra nell’area dei 22 ma viene abbattuto a poco meno di una decina di metri dalla linea di meta. La rivalità tra le due squadre è tanta e la stanchezza anche. Entrambi questi fattori fanno si che i placcaggi comincino ad essere più duri e alti. I “Nani di Sem” non vogliono mollare un solo centimetro di campo, senza che l’avversario ne abbia assaggiato prima il gusto, sprofondandoci la faccia. Ma il tempo è poco, passa inesorabilmente e all’ultima azione della partita veniamo beffati dalla loro seconda meta e calcio di trasformazione. Chicken 0 – Settimo 14

Siamo quinti con onore e la consapevolezza di averci creduto sempre. Il torneo è vinto dal Cus Torino seguito nell’ordine da Biella, Novara e Settimo Milanese.

Devo essere sincero, questa formula di torneo non mi entusiasma. Non mi entusiasma perché si respira un’aria troppo frenetica. Ieri “ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi” altro che le “navi da combattimento in fiamme ai Bastioni di Orione”. Ho visto arbitri non ricordarsi il regolamento del torneo e terminare in anticipo le partite, allenatori e dirigenti insultare pesantemente i propri giocatori in partita, il pubblico prendersela con l’arbitro, gli allenatori e gli avversari. Il tutto grava, ovviamente, sui giocatori, che sono pur sempre ragazzi pre-adolescenti. Se pressati da queste situazioni e dal poco tempo di gioco a disposizione, rischiano di giocare in modo frenetico, appunto, a discapito sia del gioco stesso che della loro incolumità.

Due premi fair play voglio assegnarli rispettivamente a Coach Samantha, che seppur sprona i suoi nani (non certo come farebbe Biancaneve) durante le partite cerca sempre di evidenziare cosa i suoi giocatori devono migliorare invece degli errori commessi, e l’altro premio al nutrito gruppo di supporter dei Chicken, che non ha mancato di far sentire il suo sostegno alla squadra, anche nei momenti difficili e l’ha fatto senza accanirsi contro l’arbitro o gli avversari. La partecipazione a questo torneo è stata l’ennesima dimostrazione di una fiducia ritrovata, per alcuni giocatori in se stessi e nelle proprie capacità e di conseguenza nella squadra. Spero possano essere queste le occasioni, in cui ogni giocatore capisca quanto sia importante l’impegno in partita, ma prima ancora negli allenamenti, frequentandoli e facendolo non solo con la presenza fisica ma anche con la testa. Nel corso di questo torneo abbiamo apprezzato quei nani, che pur giocando un po’ meno, hanno dimostrato di avere lo stesso spirito combattivo del resto della squadra. Per questo è importante farsi trovare sempre pronti e l’unico modo per esserlo, è allenarsi con costanza e impegno.

Chiudo citando Luciano Ravagnani2: «Il rugby è sempre una storia di vita, perché è lo sport più aderente all’esigenza di ogni giorno: lavoro, impegno, sofferenze, gioie, timori, esaltazioni. Non è uno sport da protagonisti, ma una somma di sacrifici».

Insieme fino alla meta!

written by Lupo

1 Il poeta Simonide compose il celebre epigramma che venne inciso quale epitaffio su una lapide commemorativa, posta in cima al tumulo dei 300 di Leonida alle Termopili. «O straniero, annuncia agli Spartani che qui giaciamo, obbedienti ai loro ordini»

2 Luciano Ravagnani giornalista esperto di rugby autore del libro Rugby. Storia del rugby dalle origini ad oggi (1992)

 

By | 2016-05-17T10:52:52+00:00 maggio 17th, 2016|Under14|0 Comments

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