Chicken Under 14, semplicemente grandi a Imperia

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Chicken Under 14, semplicemente grandi a Imperia

CHICKEN UNDER 14 semplicemente grandi! Grandi per il risultato ottenuto, un secondo posto che vale il primo. GRrandi per come è stato ottenuto questo risultato. Grandi per la dimostrazione di serietà data, nel corso di questa trasferta di due giorni. Per qualcuno, la partecipazione al 3° Trofeo “Carletto Oddone”, organizzato dalla società Imperia Rugby, è stata la prima volta di una trasferta sportiva di due giorni. Lontani da casa e dalle comodità casalinghe, la prima volta nel doversi gestire totalmente da soli, senza il supporto dei genitori. Ebbene nonostante questo, tutti hanno dimostrato una maturità per certi versi, inaspettata. Le regole erano poche e chiare; rispetto degli orari, niente cibo spazzatura e niente smartphone o altri apparati elettronici che non favoriscano la socializzazione reale. Per un gruppo di giocatori, che doveva ritrovare quello spirito di squadra affievolitosi nelle ultime partite, questa trasferta è stata l’occasione giusta per mettersi alla prova. Passare due giorni con i propri compagni, voleva dire condividere emozioni, tempo e spazi… per alcuni anche il letto!

Il proverbio dice “Chi ben comincia è a metà dell’opera” e cosi è stato. Infatti la mattina di sabato ci siamo ritrovati all’orario previsto per la partenza, senza dover attendere ritardatari. Salutati i parenti, il pullman è partito alla volta del ponente ligure, terra di mare, di ulivi e di rugby, dove ci attendeva il torneo. L’attenzione all’alimentazione è stata costante nei due giorni di trasferta e si è dimostrata un’arma vincente, quanto un buon placcaggio o un passaggio smarcante. Tutto è cominciato sul pullman, dove, dopo un’accurata ispezione da parte del nostro Tambo Trainer, al secolo Emanuele Tamborini, preparatore atletico e nutrizionista della U14, solo pochi avevano portato dolci o cibi salati “proibiti”. Il viaggio si è svolto con spirito goliardico, tra cori, canzoncine, battute e “Mago” Pinna che divertiva i compagni con giochi di prestidigitazione. Arrivata l’ora di pranzo, abbiamo optato per fermarci in un parcheggio dell’autostrada, attrezzato con una bellissima area picnic, che nulla aveva da invidiare alle più blasonate aree delle Alpi svizzere e soprattutto ben lontano da qualsiasi tentazione da autogrill. Terminato il pranzo e dopo essersi sgranchiti un po’ le gambe, ripartiamo alla volta di Diano Marina. Dopo circa un’ora e mezza di viaggio, arriviamo finalmente all’albergo. Qui i ragazzi hanno preso possesso delle rispettive camere.

Nel primo pomeriggio armati di costume da bagno, teli da mare, ciabatte e infradito, andiamo in spiaggia per passare qualche ora di svago e sano movimento all’aria salmastra. Il tutto sotto lo sguardo meravigliato dei turisti presenti, nel vedere un gruppo di una ventina di adolescenti e non, tuffarsi nell’acque “leggermente fresche” del mare di Maggio e lanciarsi e contendersi una palla dalla forma alquanto strana per una spiaggia, non rotonda, ma bensì ovale! Tempo di prendersi e gustarsi un gelato in riva al mare, ci dirigiamo nuovamente verso l’albergo, per prepararci alla serata organizzata presso la club house dell’Imperia Rugby. Dopo una doccia e un po’ di riposo, prima di partire c’è stata la consegna delle maglie, nella hall dell’hotel. La cena é stata organizzata a buffet, poco “gratificante” al primo giro, ma dopo il terzo e per qualcuno anche il quarto, siamo riusciti a saziarci. Nonostante la musica, ad animare un dopocena un po’ fiacco, c’hanno pensato i nostri ragazzi, rendendolo frizzante con il Chicken Show! L’unità di un gruppo non si può costruire solo nei momenti “formali”, allenamenti, partita, spogliatoio ma anche in quelli “informali”, dove si crea il clima giusto per quella complicità che unisce nel divertimento. Ad aprire le danze, nel vero senso della parola, è stato Brandon “Moonwalker” Guerra, che si è esibito in balli alla Michael Jackson, lasciando a bocca aperta tutti presenti, supportato ed incoraggiato ovviamente dalla squadra che faceva da fans. Poi la squadra si è cimentata in un esilarante, quanto improbabile karaoke e relativo balletto di “Andiamo a comandare”, capeggiati da “Little John” Marzegalli. Tornati in albergo il “coprifuoco” era alle 22.30.

Domenica mattina la sveglia è stata fissata, per tutti, alle 6.15 e con grande meraviglia di tecnici ed accompagnatori, alle 6.50 tutti i ragazzi sono già pronti per fare colazione, programmata per le ore 7.00. Sempre sotto l’occhio vigile di coach Samantha, di Emanuele e di noi accompagnatori, la colazione si svolge all’insegna di frutta fresca, frutta secca, pane tostato, marmellata, prosciutto, the e succo d’arancia. Qui vorrei spendere due parole sul discorso alimentazione, rivolgendomi a tutti ragazzi e genitori; curate la vostra alimentazione, alimentarsi bene ad ogni età vuol dire solo una cosa, guadagnarci in salute. Vi consiglio la lettura di questo interessante opuscolo delle Regione Lombardia, sul fenomeno dell’obesità a livello adolescenziale in Italia, ad alcuni di noi può far aprire veramente gli occhi su questo problema. Sono certo che i nostri ragazzi hanno sperimentato l’importanza di alimentarsi in modo sano e di come, cosi facendo, si aumentino le performance del proprio fisico. La dieta seguita in questa trasferta, è servita per dare loro l’energie giuste, al momento giusto. D’altronde, se Darwin c’ha azzeccato e discendiamo veramente dalle scimmie, mangiare banane, frutta fresca e secca non dovrebbe essere un problema!

La giornata si presenta nuvolosa, il cielo è coperto ma la temperatura è gradevole. Il campo non è un granché, di erba c’è ne veramente poca e il clima secco di queste parti a reso il terreno di gioco più simile alla spiaggia, che ad un campo da rugby. Il tabellone del torneo ci presenta una partenza in salita, ovvero saremo i primi a giocare ed esordiremo proprio con i padroni di casa. Memore dell’esperienza al torneo di Settimo, Coach Samantha chiede ai suoi Nani di entrare subito in partita e di rimanere concentrati. Non c’è tempo per distrarsi, sono 15 minuti intensi di battaglia allo stato puro. Il pubblico sorregge la squadra di casa incitandola a gran voce, ma nonostante questo, anche i pochi supporter Chicken e lo staff al completo, fa sentire la sua, ai nostri ragazzi. L’Imperia cerca di metterci in difficoltà fin dal fischio d’inizio, ma questa volta i Nani di Sem sono veramente carichi. Con il passare dei minuti conquistiamo terreno e ci involiamo a meta con Cisimo. Chicken 5 – Imperia 0. Il pubblico ammutolisce, forse si aspettavano una “squadra cuscinetto”, con la quale esordire nel torneo; lo speaker presente sul campo, ci attribuisce una città di provenienza sbagliata, chiamandoci Chicken Milano! L’Imperia reagisce, perdere in casa la prima partita, potrebbe essere umiliante, ma la nostra difesa regge i colpi. Zapata conclude in meta una bella azione corale. Chicken 10 – Imperia 0- Il risveglio è amaro per la squadra di casa, che sotto di due mete fatica a sviluppare gioco, mentre noi non molliamo e non vogliamo che la partita si possa riaprire. Ed infatti ci pensa Sibilio “Junior” a chiuderla, lasciandosi alle spalle un nugolo di avversari e segnando la meta del risultato definitivo. Chicken 15 – Imperia 0. Le altre squadre del girone sono avvisate, per arrivare primi devono batterci.

E così dopo un po’ di riposo e uno spuntino a base di frutta fresca e secca, ci si riscalda per la prossima partita con il San Mauro Torinese. L’imperativo è chiaro, rimanere concentrati con la testa e tenere il fisico pronto. Per questo ci pensa Emanuele, a cui va il merito di aver portato in finale tutti i giocatori fisicamente integri a disposizione di Coach Samantha. Il San Mauro si dimostra squadra di carattere e buon fisico, l’appellativo “Cinghiali del Po”, ben si addice a questi ragazzi. La partita è dura, si capisce che entrambe le squadre vogliono vincere e farlo senza risparmio di energie. Marchiamo noi la prima meta con Zapata, Chicken 5 – S.Mauro 0. Purtroppo però, come nella partita precedente, non riusciamo a realizzare i calci e questo può rischiare di penalizzarci. Il S.Mauro ha una buona reazione. I nostri cercano di serrare le fila ed arginare gli attacchi, ma la meta avversaria arriva da li a poco e con la realizzazione del calcio di trasformazione, il S.Mauro si porta in vantaggio. Chicken 5 – S.Mauro 7. Sul campo aleggiano i fantasmi del recente passato. Il rischio di perdere la concentrazione è alto. Il gioco comincia a farsi duro. L’arbitro richiama i giocatori di entrambe le squadre. Il tempo passa e fatichiamo ad avanzare. Ci vogliono le gambe di Amadei, che riesce a trovare un buco nella difesa avversaria, per portarci in vantaggio. Chicken 10 – S.Mauro 7. Da qui in poi, sono minuti di sofferenza. Il S.Mauro continua a spingere e noi cerchiamo in tutti i modi di difenderci. Mele, viene eccessivamente punito, con un’ammonizione per proteste e giochiamo in dodici gli ultimi 5 minuti. La determinazione a fare bene è veramente tanta, sorregge il fisico e la mente. Così dopo 5 lunghi ed interminabili minuti, la partita finisce. Chicken 10 – S.Mauro 7.

Tra noi e la finale del torneo c’è solo il Lumezzane, squadra bresciana che ha perso entrambe le partite del girone, ma non per questo dobbiamo pensare di aver vinto in partenza. Loro voglio ottenere almeno una vittoria e con partite brevi, sappiamo che l’episodio può compromettere l’esito del torneo. Anche in questo caso il lavoro svolto dallo intero staff della squadra è efficace. I ragazzi arrivano pronti al fischio iniziale della partita. Ci vogliono tre minuti, per prendere la misura al nostro avversario e fargli capire che vogliamo andare in finale. La prima meta, arriva da un’azione di forza di tutti i nostri avanti. A firmarla è il tallonatore, Romanini, che riesce, sostenuto dai compagni a schiacciare in meta l’ovale. Chicken 5 – Lumezzane 0. Passano due minuti e ci pensa Curti a smorzare la timida reazione del Lumezzane, segnando una meta. Zapata realizza il calcio, Chicken 12 – Lumezzane 0. La concentrazione è alta, con l’avvicinarsi della finale non dobbiamo farci sorprendere dall’avversario. Ferrari torna alla meta dopo qualche partita Chicken 17 – Lumezzane 0. Ed infine, a coronamento dell’impegno dimostrato negli allenamenti e in partita, arriva la prima meta, dell’ultimo arrivato tra i “Nani di Sem”, ovvero Matteo Pistoia, le cui gambe sembrano le pale di un mulino ad acqua, che girando vorticosamente macinano il terreno invece del grano. Chicken 22 – Lumezzane 0. Prima del fischio finale dell’arbitro, c’è ancora tempo per una meta del Lumezzane con relativo calcio realizzato, che fissa il punteggio sul Chicken 22 – Lumezzane 7. E’ Finale!

L’avversario che ci contenderà il primo posto è il Cus Torino, arrivata prima del suo girone, a punteggio pieno e senza aver subito neanche una meta. Le finali sono organizzate nel pomeriggio, noi giocheremo ovviamente l’ultima partita. C’è tempo per pranzare, un saluto ai tifosi e poi di nuovo sul campo. Prima di cominciare le finali, l’organizzazione decide di far schierare, sul campo da gioco, tutte le squadre per una parata multicolore. L’avversario è veramente tosto. I ragazzi del Cus Torino hanno un gran fisico, gambe e toraci da far invidia ad un culturista. Inoltre, hanno dimostrato di non aver timore di nessuno ed essere capaci ad esprimere un ottimo rugby. Anche noi, scendiamo in campo determinati, stiamo giocando la finale! Il Cus fa subito capire come si svolgerà la partita, attaccheranno fino a minare le nostre forze fisiche e mentali. Nonostante l’evidente differenza nel fisico, non ci lasciamo intimorire.

La partita si svolge, per gran parte del tempo, nella area di campo compresa tra le rispettive linee dei 22, con un susseguirsi di capovolgimenti di fronte. Loro occupano meglio gli spazi, noi riusciamo però ad esserci sempre ed impedire la conclusione a meta delle loro azioni. Questo, forse, lo paghiamo un po’ in energia. Qualche sbaglio di troppo ci penalizza. E come alle volte accade, è l’episodio che decide la partita. Palla al Cus, che sulla linea dei 22 calcia un pallone alto verso la nostra area di meta, un rimbalzo strano e un loro giocatore al posto giusto al momento giusto. Chicken 0 – Cus Torino 5, che diventano 7 con il calcio di trasformazione. I nostri Nani reagiscono, non ci stanno a perdere, lottano su ogni pallone oltre le loro possibilità fisiche. Gli scontri sono duri, anche per i nostri più “grossi”. De Nigro, Curti e Cisimo cercano di sfondare la linea di difesa avversaria, ma sono più le volte in cui devono difendere. Ed è proprio Cisimo che, da una touche, potrebbe partire con il suo avanzare da caterpillar verso la linea di meta, ma la palla gli scivola dalle mani. La partita termina Chicken 0 – CUS Torino 7. Questa volta non c’è niente da dire, se qualcosa dovevano dare i Nani di Sem, ne hanno dato di più. Coach Samantha, raccoglie la stima del pubblico, dello staff, della squadra e un riconoscimento ufficiale dall’organizzazione. Secondo posto meritato ed Efferreà per tutti i presenti. Si ritorna a casa con una consapevolezza, siamo una squadra (vedi il video della premiazione Chicken U 14 Imperia).

Ricordatevi queste parole “Nel rugby è la squadra che va in meta.”

Non so se sia un caso, ma chi ha detto queste parole, è Massimo Mascioletti1, che nel 2011 ricevette dal presidente della repubblica la “Medaglia di bronzo al valor civile” per gli interventi di aiuto di cui si rese autore, insieme ad altri giocatori dell’Aquila Rugby, nei giorni successivi al terremoto che colpì il capoluogo abruzzese nel 2009.

Insieme fino alla meta!

written by Lupo

1Massimo Mascioletti ex rugbista dell’Aquila Rugby, allenatore della Nazionale italiana, Aquila Rugby e Rugby Capitolina. Guidò la Nazionale alla Coppa del Mondo di rugby 1999. Ad oggi Mascioletti è l’ultimo italiano ad avere guidato la selezione maggiore azzurra. Medaglia di bronzo al valor civile «Giocatore di rugby dell’Aquila, in occasione del violento sisma che sconvolgeva la Regione Abruzzo, interveniva immediatamente, nonostante le ripetute scosse telluriche, in soccorso dei ricoverati del locale Ospedale trasportandoli in luogo sicuro. Chiaro esempio di elevate virtù civiche ed encomiabile spirito altruistico.» L’Aquila, 6 aprile 2009

 

By | 2018-01-22T22:47:39+00:00 maggio 10th, 2016|Under14|1 Comment

One Comment

  1. pierangelo turroni 11 Maggio 2016 at 18:29 - Reply

    Bene, forza Chicken, ma c’è una ha di avere senza h (acca) efferrea
    p.t.

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