Per un pelo (o anche meno), il Chicken Under 16 manca la vittoria nello scontro al vertice contro il Seregno. Una partita bellissima, combattuta, a due facce; una rimonta perseguita e praticamente concretizzata; un risultato difficile da accettare. Due squadre forti, organizzate, dure ad arrendersi, concrete sia in attacco che in difesa: e il risultato sembra parlare chiaro sull’equilibrio dei valori in campo. Anche se, almeno per questa volta, ci sarebbe qualcosina da recriminare…

Ma veniamo alla dura cronaca. Le due squadre scendono in campo con la giusta concentrazione e il giusto pathos che la sfida richiede. Entrambe sanno di giocarsi la testa della classifica e di questa partita si parla già dall’autunno scorso: ne scaturisce una forte tensione e nessun spazio per sbagliare. Il Seregno parte forte, come era prevedibile: spinge nella nostra metà campo e insiste con azioni corali veramente pregevoli. Noi teniamo a denti stretti: resistiamo, non commettiamo errori e riusciamo a rintuzzare i tanti tentativi degli avversari. Nei primi 10 minuti tuttavia non riusciamo a venire mai fuori e la partita si gioca solo su scontri, mischie e touche a ripetizione. E’ solo alla fine di questo pressing estenuante che il Seregno riesce da andare in meta.

Non ci scoraggiamo e infatti finalmente riusciamo a imporre il nostro gioco nella metà avversaria. Un paio di belle azioni ci fanno sognare di riportarci immediatamente in pari, ma è un contropiede velocissimo del Seregno a portare il risultato sul 14 a 0 per i nostri avversari. Teniamo ancora: sappiamo che se segnassimo ora la partita sarebbe ancora apertissima. E infatti lo è: e anche bella e combattuta, con un tifo che assorda le tribune sia da una parte che dall’altra. Il Seregno è spietato e, prima della fine del primo tempo va ancora in meta, fissando il parziale sul 19-0.

Ma il secondo tempo è solo cosa nostra. Rientriamo infatti in campo con ancor più voglia e determinazione e, finalmente, dopo una serie insistita di azioni, troviamo la nostra prima meta con Mattia. La trasformazione non va, anche a causa di un po’ di sfortuna. La meta però sembra segnare la svolta della partita. Il Seregno comincia ad accusare stanchezza e anche qualche errore; mentre noi, complici anche le forze fresche dei cambi, troviamo sempre più fiducia in una rimonta che appare comunque alla nostra portata. Ed ecco l’episodio chiave dell’incontro: in quella che è probabilmente l’azione più bella di tutto il match, un calcio verso la fascia opposta scova un Amadei lanciato come un missile nella prateria lasciata scoperta nella difesa del Seregno. Una meta pazzesca che fa scoppiare le nostre tribune con un boato. Ma l’arbitro fischia fuorigioco: certo, ci vorrebbe la moviola per capire se aveva ragione o meno, ma sia guardalinee che il pubblico (in linea, sugli spalti) sembrano essere d’accordo sulla regolarità dell’azione. Il rammarico è tantissimo, ma non c’è tempo per piangerci addosso. Infatti subito Stefano va in meta: e a questo punto siamo a soli 9 punti dal Seregno. SI-PUO’-FARE!

E’ la parola d’ordine dei nostri tifosi. Il finale è ancora tutto nostro: ancora meta con Valerio, questa volta trasformata. 17-19. Siamo lì, spingiamo, pressiamo a pochi centimetri dalla vittoria. Il Seregno è stremato e davvero comincia a temere per il risultato. Così fino alla fine: ma questa volta non basta. Complice forse un po’ di sfortuna e quell’episodio maledetto, usciamo; ma usciamo a testa alta, altissima, con la consapevolezza di aver meritato qualcosa di più di quanto raccolto. Ne sono consapevoli tutti: forse anche gli avversari, forse anche il direttore di gara. Ma va bene: niente polemiche, solo un po’ di bruciore che ci servirà ad affrontare il Seregno – al ritorno – con ancora più determinazione. E allora vedremo…

Grazie ragazzi e davvero bravi.