Aspettando il Dì del Ghezz 60/Simpatici quei francesi

//Aspettando il Dì del Ghezz 60/Simpatici quei francesi

Aspettando il Dì del Ghezz 60/Simpatici quei francesi

Il 20-22 maggio si celebra un anniversario importante per il Chicken Rugby. Il Dì del Ghezz 60 celebrerà infatti i 60 anni della fondazione del Chicken Rugby, il club nato dalla volontà di Cesare Ghezzi (scopri di più su Wikipedia) di educare i suoi figli, i loro amici e i ragazzi milanesi con i valori della palla ovale. Da oggi fino alla festa, ricorderemo la figura del Ghezzi attraverso il ricordo dei suoi (ex) ragazzi per far capire ai polletti di oggi qual è lo spirito fondante della nostra società. Efferreà!
(p.s. grazie a Luca e Luigi Fazzo e al “Chicken born” Roberto Mariani per aver condiviso i loro ricordi)

Veramente, il rugby internazionale ricorderà con maggior enfasi, nei suoi annali, il giorno precedente, quando a Colombes la Francia affrontò gli Springboks in un match per molti versi memorabile, concluso sullo 0-0. Che legnate! Il Ghezzi doveva aver trovato i biglietti nelle tasche del Diavolo e noi eravamo tutti li, a imparare dai sommi maestri della mischia fino a che punto estremo può spingersi lo scontro. Allez la France, allez la France, allez: 50 mila francesi cadenzavano il loro canto di battaglia tentando di intimidire, vanamente, il manipolo di Avril Malan. Fortunatamente nessuno di loro si ripresentò a intimidire, il giorno seguente, il XV del Chicken Milan che, sempre a Colombes, affrontava i pari categoria della squadra regina di Francia del momento: il Racing C.d.F.
Il riscaldamento l’avevamo già effettuato la sera precedente,elettrizzati dallo spettacolo e dal clima generato dall’attesa del giorno seguente organizzamo una simpatica gara tra noi.

Da un bar all’altro, di corsa, e in ogni bar io e un compagno di cui l’immagine è un po’ offuscata (ma gli indizi puntano verso Robi Mosconi), un doppio Cognac giù di colpo e via, per il prossimo.

Ghezzi era uomo previdente e fu quello il motivo per cui scendemmo in campo con maglie d’allenamento, casomai i parigini proponessero lo scambio a fine partita. Il mio avversario restò per altri 80 minuti proprietario della sua meravigliosa maglia ciel et blanc con le spalle imbottite e il numero 5 sulla schiena. La usai per anni, fino a disintegrarla. Un calcio a testa e poi Franchino parte dalla chiusa, smarca Crenca che si tuffa in meta, Paolo Veronelli trasforma anche dall’angolo. Racing C.d.F. 3- Chicken R.C. 7.
Terzo tempo per le strade di Parigi accompagnati dai ragazzi del Racing in giro per bar dove i baristi chiedono ai francesi: “Vous avez gagné?“. Quasi un’affermazione piuttosto che una domanda. E sgranano gli occhi alla risposta:”Non, ils ont gagné, et à la régulière“.
Grande lezione: ho imparato che per trasformare i francesi in gente simpatica, basta batterli. Ci siamo separati alla fermata del metrò La Poissonnière e li, l’autore della meta, volle sperimentare l’uso del sistema d’allarme per i pompieri. Ruppe il vetro e fu durissima riuscire a trascinarlo via prima che, assieme ai sapeur pompiers, arrivassero anche i Flics.

ROBERTO MARIANI

Ghezzi a bordo campo
(si ringrazia Giovanna Ghezzi per le foto)

 

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La classe del Ghezz

La pasta delle Ferrovie

Quel Chicken dell’Amatori

Di tournée in tournée

By | 2018-01-22T22:47:39+00:00 maggio 6th, 2016|Senza categoria|0 Comments

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