Il rugbista del mese/13: Omar El Sayed

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Il rugbista del mese/13: Omar El Sayed

Omar El Sayed, quando e dove sei nato?
Sono nato il 3 giugno 1986 ad Alessandria d’Egitto.
Come e quando sei arrivato al rugby?
Ho iniziato nel 2001 un po’ per fortuna e un po’ per curiosità. Decisi allora di provare a fare qualche allenamento per riprendere da un infortunio procuratomi giocando a calcio, lo sport da cui provengo, e così non ho mai più smesso. Ho iniziato alla Grande Milano e sono rimasto lì una decina d’anni, poi col matrimonio mi sono spostato a Cologno e successivamente all’Amatori Union. Quindi ho avuto più di una occasione di giocare contro il Chicken. E sono state partite in cui, trattandosi di derby, non ce le mandavamo certo a dire!
Come mai quest’anno sei arrivato al Chicken?
Destino.
In che ruoli hai giocato?
Ho iniziato come pilone destro, ruolo che ho avuto per tutto il periodo delle giovanili, con il passaggio in prima squadra sono stato spostato in fondo al pack a fare il numero 8 con qualche apparizione in prima linea da tallonatore.
C’è un altro ruolo che vorresti provare?
Amo fare il numero 8 e sto bene dove sto.
C’è un ricordo che ti è più caro di altri? 
“Ricordo ancora con piacere una tournée a Nimes, in Francia. Fu la mia prima esperienza all’estero con la squadra in cui giocavo allora. A Nimes ho compreso il privilegio di appartenere ad un club di Rugby ed i valori di questo sport e ho trovato tanti compagni che mi hanno accompagnato per moltissimi anni a seguire».
Qual è per te la cosa più bella di giocare a rugby?
Penso sia difficile rispondere a questa domanda, ma limitandomi al gioco credo che il principio dell’avanzare sia quello che amo di più.
Quest’anno il Chicken ha iniziato bene la stagione, secondo te che potenzialità ha la squadra?
Abbiamo iniziato col piede giusto, il gruppo e lo staff sono in sintonia, ma è ancora davvero troppo presto per tirare le somme, dobbiamo mantenere alta la concentrazione perché abbiamo tutte le carte in regola per passare al girone di promozione e giocarcela fino alla fine».
Che progetti hai per il futuro?
Rugbysticamente parlando, spero di riuscire a giocare ancora a lungo anche se non sono più giovane e spero nel mio piccolo di poter essere un valido esempio per i ragazzi più giovani di me.
Tutto chiaro, ma che cavolo significa che era destino che tu arrivassi al Chicken?
Che adesso abito a Rozzano e sapevo che prima o poi avrei bussato alla vostra porta.
By | 2018-11-06T17:13:55+00:00 novembre 6th, 2018|Senza categoria|0 Comments

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