Il rugbista del mese/15: Davide Mancino

//Il rugbista del mese/15: Davide Mancino

Il rugbista del mese/15: Davide Mancino

Il rugbista del mese/15: Davide Mancino

Quando sei nato e dove?
“Il 19 maggio 2005 a Milano”.

Quando e come sei arrivato al rugby?
“Avevo dieci anni, mi mi ero stufato del vecchio sport che facevo e e guardando una partita di rugby in televisione ho deciso di provare”.

Qual era il tuo sport precedente?
“Facevo taekwondo”.

Ti piace l’impatto, eh?
“Sì, mi piacciono gli sport dove c’è contatto fisico”.

Perché hai scelto proprio il Chicken?
“Io e la mia famiglia abitiamo da queste parti, abbiamo fatto una ricerca su Internet per capire dove andare a fare una prova e abbiamo scoperto che in zona c’erano il Chicken e il Cesano Boscone, alla fine la scelta è caduta sul Chicken e non me ne sono mai pentito”.

Ti ricordi come è stato il primo impatto?
“Nonostante venissi da un’arte marziale la prima sensazione che ricordo è la paura. Paura degli altri, dello scontro fisico, di farmi male”.

Chi è stato il tuo primo allenatore?
“Beppe Sgrò. Ha un carattere forte ma è grazie a lui che ho superato certi blocchi, a non avere paura nel placcare e nel ricevere placcaggi. Ricordo che già dal secondo anno ero molto più sciolto. Eravamo un bel gruppo, con me c’erano diversi compagni che ho ancora adesso o che ritroverò l’anno prossimo in under 16: Leandro Giambusso, Marco Aprile, Tommaso Redondi, Filippo Geneazzini”.

Come è stato il passaggio dalla under 12 alla under 14? Mischie, touche, e un campo quasi come quello dei “grandi”…
“Direi che non c’è stato problema, d’altronde siccome il mio obiettivo era andare avanti a giocare era un passaggio che dovevo affrontare”.

In che ruolo giochi?
“Quest’anno ho fatto il tre quarti ala, l’anno scorso avevo fatto la maggior parte delle partite come tallonatore”.

Un passaggio inconsueto. Non ti mancano le asprezze della mischia?
“No, preferisco giocare ala. Mi piace correre”.

Segni spesso?
“L’ultima partita ne ho fatte quattro”.

In due stagioni di under 14 avrai incontrato quasi tutte le squadre del circondario. Che impressione ti hanno fatto?
“Mi sembra che il Chicken sia diversa da tutte le altre. Non si valutano solo le prestazioni, si fa giocare tutti dando a tutti il modo di imparare”.

Che progetti hai?
“Vorrei continuare a restare al Chicken, e spero di poter continuare anche con il “progetto area” della federazione, ho partecipato quest’anno e mi è piaciuto parecchio”.

L’anno prossimo andrai alle superiori, molti si lamentano che diventa difficile conciliare sport e studio.
“Sì, andrò all’istituto tecnico informatico del Feltrinelli. E a quelli che dicono che non si riesce a fare bene sport e scuola dico che sono loro a non sapere organizzarsi”.

Le puntate precedenti:

1) Eugenio “Mastino” Gandolfi
2) Simone De Nigro
3) Samar Sambo
4) Filippo Cicinelli
5) Franchino Ghezzi
6) Loris Giambusso
7) Tonino Vinci
8) Fabio Ferrari
9) Marcello Agrati
10) Emma Bellezza
11) Marco “Piso” Acquaviva
12) Nicola Lemorini
13) Omar El Sayed
14) Il professor Vermondo Brugnatelli

By | 2019-01-08T10:25:19+00:00 gennaio 8th, 2019|Senza categoria|0 Comments

Leave A Comment