Il rugbista del mese/22: fratelli del Chicken

//Il rugbista del mese/22: fratelli del Chicken

Il rugbista del mese/22: fratelli del Chicken

Brothers in arms: ben da prima che ai Mondiali del 2019 i tre fratelli Barrett vestissero tutti insieme la maglia degli All Blacks. Perché se al Chicken Rugby siamo (quasi) tutti fratelli, poi ci sono quelli che fratelli lo sono anche in senso anagrafico, figli e figlie della stessa madre che – a volte in contemporanea, a volte a distanza di tempo – sono arrivati a vestire la maglia gialloverde. Alcuni sono riusciti a giocare insieme, altri non hanno mai disputato la stessa partita: troppa la differenza di età. O troppo il divario tecnico: perché a volte accade (con buona pace del Dna) che la stessa madre partorisca prima un fuoriclasse e poi un brocco. O viceversa.

(Nella foto in alto Pio Di Santo in azione; subito alla sua destra, con la barba, Fazzo Uan, e ultimo a destra, dopo Aldo Leo e Marco Trova, un già pelato Fazzo Deux)

I fratelli Barrett del Chicken

D’altronde se il passaparola è sempre stato l’arma più efficace di reclutamento, è normale che il primo amico da incastrare, costringendolo a seguirli al campo, sia stato per molti Chicken il fratello, il tizio del lettino affianco. Le prime coppie si perdono nella notte dei tempi: si racconta di un Adelio Casorati che era stato portato in squadra dal fratello maggiore, ma chissà come si chiamava.




(Accovacciati in prima fila, Pio e Francesco Di Santo; il secondo della fila di mezzo è Stefano Cairoli, il sesto in piedi è Giovanni Cairoli)

Poco dopo, e siamo tra il 1962 e il 1963, arrivano già due ragazzi che resteranno impressi nella vita del club: Mario Spangaro, arruolato dal vicino di casa Angelo Guizzardi, seguito poco dopo dal fratello Manuel: coppia di trequarti (centro il primo, apertura o estremo il secondo) di alto livello, anche se potranno giocare insieme solo pochi anni, fino a quando Mario deve lasciare il rugby dopo un infortunio alla spalla. Sono anni in cui il rugby è ancora uno sport semiclandestino, e ai ragazzini è proibito tesserarsi: «Io non avevo ancora quindici anni così potevo giocare solo le amichevoli», racconta Manuel. Stessa epoca per l’arrivo di Mario Barbani e poco dopo di suo fratello Piero, che alcuni considerano in assoluto il giocatore più forte del Chicken degli anni Sessanta.

Gli anni Settanta

Il flusso si interrompe fino agli anni Settanta, quando – quasi in contemporanea – arrivano il massiccio Vermondo Brugnatelli e il ricciuto Francesco “Tazio” Di Santo: il primo un pilone da combattimento, il secondo un centro dai placcaggi memorabili. Brugnatelli uno dopo l’altro trascina al campo i fratelli Edoardo, raffinato intellettuale, e Francesco, detto Picchio, che però si ferma alle giovanili. Di Santo invece viene seguito dal fratello Pio, che a un certo punto molla la maglia optando, con discreto successo, per la carriera arbitrale. Più o meno nello stesso periodo, istigato da un compagno di scuola anarchico, tale Massimo Bozzo, si materializza al campo Luca Fazzo, che viene seguito a breve dal fratello maggiore Luigi: per distinguerli verranno ribattezzati Uan (Luigi) e Deux (Luca). In contemporanea inizia un’altra dinastia: sono i fratelli Cairoli (in ordine di apparizione: Giovanni, Stefano, Simone) che in seguito saranno tra i soci fondatori del Cologno Rugby.

Fratelli di sangue e di fango

Facile immaginare la gioia delle mamme che vedono crescere in maniera esponenziale il mucchio di panni infangati da sbattere in lavatrice. Ma ormai gli anni delle catacombe sono passati, e il numero di ragazzini che si avvicina al Chicken cresce in continuazione. Arrivano i primi gemelli: Marco e Paolo Prosperi; e nella stessa giovanile (una banda di matti, ma una delle più forti che abbia indossato la maglia col pulcino) ecco Alessio Viola, mediano di mischia che farà carriera sbarcando all’Asr, e suo fratello Matteo, che invece prenderà la strada dell’emigrazione e dovrebbe ancora adesso stare da qualche parte in Brasile.

(La leggendaria trasferta a Coimbra del 1963: sesto in piedi è Mario Spangaro, suo fratello Manuel è il terzultimo accovacciato)

In diretta dal Corvetto arrivano più o meno nello stesso periodo Corrado e Renato Cazzolla. Corrado risulta a tutt’oggi l’unico uomo al mondo che ha lasciato la guida di un taxi per fare il bibliotecario; Renato faceva parte con Marco “Omone” Trova e Francesco “Chicco” Valvassori del trio del Corvetto, quartiere malfamato allora quanto oggi, e i tre venivano guardati perciò come dei forestieri dai fighetti di Città Studi. Una menzione doverosa va anche ai tre Primicerio: solo Raul, giocava, perché era l’unico maschio, e le Rocce all’epoca non esistevano ancora. Ma le sue sorelle Dakmar e Cristina erano una presenza talmente costante da farle considerare Chicken a tutti gli effetti. Hanno spezzato diversi cuori.

Chicken dei giorni nostri

A cavallo di due epoche, l’arrivo di due fratelli – gli unici “figli d’arte” fino ad oggi in questa raccolta di parentadi – che segnano in profondità il club: Marco e Massimiliano Borsani, uomo di mischia il primo e agile trequarti il secondo, che smesse le scarpe diventano ossatura del club. Oggi Marco è il nostro presidente, erede del nostro pater familias Mario che – tra un impegno e l’altro – cura anche la crescita ovale di Edoardo, terza generazione e figlio di Massimiliano. Stessa epoca, grossomodo, per Andrea Tura – potete riconoscerne i geni nelle gesta del piccolo Vittorio – e il suo fratellone Enrico, giocatore di longevità impressionante che ancora adesso calca i campi degli Old e della squadra cadetta. E non si possono dimenticare gli alati Gaetano ed Emanuele Cattaneo.

 


(La mitologica formazione incubo di ogni arbitro alla lettura della lista gara. Squassi, Squassi, Squassi. Da sinistra Dario, Daniele e Diego)

La sequenza dei familiari si interrompe per riprendere gloriosamente con la schiatta degli Squassi: prima Diego, il maggiore, poi la coppia di gemelli terribili Dario e Daniele: secondo le ultime indiscrezioni Diego si prepara a ritornare a fare danni (i gemelli non hanno mai smesso, e non smetteranno). Ai geni dell’odierno coach Valvassori, ormai ripulitosi, la formazione seniores odierna deve la presenza dei fratelli di mediana Edoardo e Niccolò. Di maggior peso, almeno a sentire la bilancia, l’esperienza di Cristian Deponti che prova a trasmettere al “vecio” e sregolato Riccardo. Si è dimezzata la coppia dei fratelli Cozzaglio, ma sappiamo che presto Adrian tornerà a far impazzire le difese insieme a Krystian. Così come si spera di riabbracciare Davide Russo insieme al fratello Gianluca.

Il futuro è qui

Con la nascita del settore femminile arrivano anche le coppie di sorelle: compare Veronica Bertocchi (“l’estate prima – ricorda adesso – eravamo andati in vacanza in Normandia e giocavamo a calcio: e io invece di cercare di rubare il pallone ai miei fratelli li placcavo. Così a settembre ho iniziato col rugby”) che poi coinvolge Maria Chiara e poi papà Luca con i vecchi polliMentre Alice Rapalli viene raggiunta dalla piccola di casa, Anna: nel frattempo il padre Matteo ci dà dentro con gli Old, ragion per cui in casa gli unici a non giocare a rugby sono rimasti la mamma e il criceto. Ma c’è sempre tempo per cominciare.



(Una rara immagine di Maria Chiara e Veronica Bertocchi con il futuro talento Federico)

E poi c’è un presente così recente da assomigliare al futuro, le tante coppie di fratelli che si avvicinano al minirugby, è come è giusto alla loro età appaiono e scompaiono, si innamorano e si disamorano. Vedremo, non c’è fretta. Ma intanto su almeno tre cognomi si può stare certi: quello di Leandro e Loris Giambusso, figli del “vecchio pilone” Luca; quello dei Cisimo – Antonio e Matteo – e quello dei due Amadei, Federico e Emanuele, uniti dall’amore per il Chicken. Vero, Federico? Come Luca ed Elisa Ferlisi, tornati a casa insieme al nostro Mauro Porcellini. Per non parlare della truppa Chiodi che ormai colonizza le categorie con Andrea, Ingrid e Mirko.

Le puntate precedenti:

1) Eugenio “Mastino” Gandolfi
2) Simone De Nigro
3) Samar Sambo
4) Filippo Cicinelli
5) Franchino Ghezzi
6) Loris Giambusso
7) Tonino Vinci
8) Fabio Ferrari
9) Marcello Agrati
10) Emma Bellezza
11) Marco “Piso” Acquaviva
12) Nicola Lemorini
13) Omar El Sayed
14) Il professor Vermondo Brugnatelli
15) Davide Mancino
16) Cecilia Manera
17) Francesco “Truciolo” Cardogna
18) Juan Vargas
19) Alberto Ardizzone
20) Il Buizza
21) Il Conte Asola

By | 2019-10-02T20:37:15+00:00 ottobre 2nd, 2019|Senza categoria|0 Comments

Leave A Comment